Sesto Granello – Turismo intelligente

07 Settembre 2006

Fra cinque giorni lascio l’Isola, con mille nuove fotografie da far vedere, e poche cose passibili di raccontazione in testa. Insegnamento dell’estate: mai più lavorare a stretto contatto con gente che passa le sue vacanze in Sardegna – scusate, ma non ce la posso fare. Grazie a Dio siamo pieni di albergatori e locandieri che sanno fare il loro mestiere, con un’infinita tolleranza… io non ce l’ho, e passo il testimone. Quest’estate avrei commesso un milanesicidio se non fosse finito il periodo lavorativo… ho capito che hai i soldi, e che ce ne hai più di me, ma non me ne può fregare di meno: sei un cittadino infelice che prende la macchina per andare a buttare la mondezza. E allora, prendi il tuo Crysler e vai, vai, vai!

In realtà, diciamolo, ci sono varie categorie di turisti che vengono sull’Isola.

1. I tedeschi. Sono dei geni, vengono ad Aprile con i loro zaini enormi e tre bambini biondi attaccati alle trecento tasche dei pantaloncini verdi. Li trovi, ad aprile, dovunque: nella campagna più sperduta, nella cima più alta, nella spiaggia vuota, sempre con le Dr. Scholl e le calze, con una cartina in mano e con gli occhialetti rotondi. Io da grande voglio fare il tedesco solo per questo.

2. I Vips. I vips non li vedo mai, dicono che stiano rinchiusi tutta l’estate nella cantina di Briatore, dove entri solo se hai quattro o più fotografi alle calcagna. Mi dispiace davvero molto non poterli vedere.

3. I Vips-econdoloro. Non li posso vedere, nel senso che mi danno allergia. Però aspetto con ansia di incontrarne uno solo per non riconoscerlo. Sono assurdi: ti guardano a te più di quanto tu guardi a loro, e si chiedono in fondo al cuoricino come mai non li stai riconoscendo. Una tristezza…

4. I turisti danarosi. Fascia di età: 19/60. Provenienza: Nord Italia. Disponibilità finanziarie inversamente proporzionali alle facoltà intellettive. Vengono in Sardegna per ritrovare Rimini: qualcuno prenda una mappa e gli spieghi che fanno prima ad andare a Rimini. Vanno in spiaggia solo se c’è troppa gente: forse vogliono le piaghe sul costato senza la scocciatura di farsi crocifiggere. Sono dei mostri occhialosoluti per i quali è indifferente avere venti o cinquant’anni, si vestono e comportano alla stessa maniera. Ti trattano come l’ultimo degli scemi: scandiscono le parole quando ti parlano, ti spiegano ogni cosa. Sanno sempre tutto, sono anni che vengono in Sardegna.

5. I turisti ‘nabbottadevita. Che, nun t’ho detto? St’anno annamo ‘n Zardegna: co li stipendi de ‘na vita m’affitto ‘na stanzetta, ‘n bùngalo, ‘na tenda, dove me capita… pe ‘na settimana ‘NTERA! Bbasta che è vicino aaaa Costa Smerarda, do’ ce stanno li vippe, vamo llà, famo a bbella vita de notte, vamo fuori der Bilioner a vede chi passa, a vede chi entra e chi esce… però de ggiorno dimenticamose de magnà, che nun ce bbastano li sordi. A ragà, st’anno famo ‘a fame! Ma nun ce penzate: forze, ve dico, forze vedemo aaaaaaaFabbiani!

O tempora, o mores!

Scritto da Reloj il 07 Settembre 2006
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