Semplice e banale

19 Ottobre 2008

Volendo leggere il diario di Rutka Laskier sono andata a vedere i commenti dei lettori su aNobii, più per curiosità che altro. Da un po’ di tempo lo faccio per decidere quale edizione comprare, o in che versione leggere i libri che mi propongo. Fra gli altri commenti, trovo questo:

Ma come si può dare un’opinione su un diario definendolo “molto semplice e banale”? Cosa c’è, esattamente, di semplice? Cos’è banale? La storia? Come è raccontata? Cosa?

Poi sono andata a vedere la libreria di Patty. Credo che abbia più o meno tredici anni. Forse Un barattolo mostruoso le è risultato meno semplice e meno banale che il diario scritto da una persona della sua stessa età, però sessantacinque anni fa e in condizioni completamente diverse dalle sue. Io mi ricordo che quando avevo tredici anni queste cose mi interessavano, e molto. Mi ricordo che mi era addirittura piaciuto il diario di Anna Frank, per dire.

Cos’è cambiato? È la scuola che insegna una versione soft dell’olocausto, o magari una sua caricatura? O abbiamo visto troppi film? Mah.

Scritto da Reloj il 19 Ottobre 2008
Contiene Libri | Tag: | 5 commenti

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