4 febbraio 2010
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Reloj
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Mondo + cose serie

Secondo me la storia ce lo grida che un muro non è la soluzione. Non sa più come dircelo. Ma noi, niente.
(Foto: In the ghetto, di Ramuardo)
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19 gennaio 2010
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Reloj
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Libri + scrittura
Allora, per farci capire: mio babbo non vede bene, è sempre stato miope, poi è diventato anche presbite: ora è diventato vegliardo, che è un modo per dire vecchino: lui anziché leggere i libri se li scarica in mp3 sul telefonino (è un vegliardo tendente al moderno) e se li ascolta: l’altro giorno dice che ha finito di ascoltare Anna Karenina, mica ascolta cose così, ascolta capolavori della letteratura russa: e mi ha detto che gli è costato finir di ascoltare Anna Karenina, non so se fossero cento o duecento mila audiocapitoli: io ci ho creduto subito che gli fosse costato moltissimo, in tempo e in voglia di mettersi là ad ascoltare con gli auricolari guardando un punto indefinito del muro bianco (è così che si ascolta, altrimenti perdi la concentrazione e fra Kirillovich, Arkadyevich, Oblonski, Oblonskaya uno si perde): e infatti mio babbo mi ha detto, dopo aver finito l’ascolto di Anna Karenina: quanto mi è costato finirla: una porcheria.
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10 gennaio 2010
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Reloj
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nonsense + scrittura
E comunque diciamolo: bisogna avere anche dei genitori molto permissivi per essere dio: che io se fuggivo da casa senza dire nulla e me ne stavo tre giorni (tre giorni) a dodici anni (dodici anni!) a parlare coi saggi del tempio, mi avrebbero messo in punizione per almeno un mese: mia mamma non mi avrebbe mai più lasciato andare di là al lago né a pescare pescatori di uomini né a pescare semplici pesci: per non parlare poi del Getsemani: me lo diceva sempre, mio babbo: non andare al Getsemani, è pericolosissimo il Getsemani: là ci son più romani che a Ostia (proprio Ostia diceva: e a pensarci, era come una premonizione).
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5 gennaio 2010
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Reloj
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Libri + nonsense
Nel taschino, si nasconde il racconto. Portatile, ormai. Poi si affacciò sul risvolto-davantale del taschino, e si sentì esportatile (esportabile, dunque). Saltò agli occhi.
Da I racconti più brevi del mondo: Sally Lunn Salmagundi, Tascapanino, in “Le disavventure di un pick-small-pocket, specializzato anche in pick-fob-pocketing”, 1889.
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3 gennaio 2010
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Reloj
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Polonia + poesia
Stopił się śnieg, pozieleniało
wokół i zakwitły fioletowe
krokusy, jak co rano
na obrusie w kuchni.
Marzena Broda, Kury. (frammento)
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