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Pragnienie

22 novembre 2009 scritto da Reloj
nella categoria Musica

I’d like to be
under the sea
In an octopus’s garden
in the shade.

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9.11.89

9 novembre 2009 scritto da Reloj
nella categoria commemorazioni + ricordi

91189

91189

Il 18 Ottobre è uscito un numero de El País Semanal interamente dedicato alla caduta del muro di Berlino. Non ho letto neanche un articolo: aspettavo che arrivasse oggi, il giorno del ventennale.

Mentre leggo, voi leggetevi quello che ha scritto Urri, che c’era, su quella notte.

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C’era una cinese in classe (affianco a me)

7 novembre 2009 scritto da Reloj
nella categoria cina + con mis ojos + vicini

Questa ragazza cinese non capisce la lingua di comunicazione del paese in cui sta (e in cui sto anche io). Ce n’è anche un’altra, e l’altra cinese capisce un filino di più ma, per equilibrare, è un po’ ottusa. Per dire, quando il professore fa esempi di possibili domande o di possibili esercizi, la seconda cinese risponde alle domande, risolve gli esercizi. La prima cinese guarda da un’altra parte. Danno l’impressione di essere veramente tonte. Stanno sempre zitte, non fanno mai domande anche se non hanno capito niente (se proprio devono le fanno a me, le domande), si limitano a ridere e bisbigliare in cinese.

Poi dopo tutto questo parlare male mi è venuto in mente che  tutto dipende dall’educazione che hanno ricevuto.

Maledetto relativismo culturale.

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Sempre più spesso

4 novembre 2009 scritto da Reloj
nella categoria italia

Sempre più spesso, leggendo i giornali italiani in rete, mi affiora alle labbra quella frase che come attestano antichissime fonti documentali disse Pilato quando le autorità gerosolimitane gli comunicarono che un piccolo insignificante tizio stava sobillando le folle contro l’Impero Romano, quella frase che fu detta da un baldo giovinotto e da un ascaro stranamente allegro, sì, proprio quella frase che la domenica mattina vien da dire a chi ti dice che perdìo son già le otto, quella che molto probabilmente pensò Cleopatra, ormai morsa dall’aspide, quando gli dissero che la cucina della piramide stava bruciando, che poi è la stessa frase che probabilmente ha detto e di sicuro ha pensato Michelle LaVaughn Robinson quando è venuta a sapere che il suo ex fidanzato convive felicemente con un’altra.

da LASTAMPA.it del 04.11.09

da LASTAMPA.it del 04.11.09

Ma chi se ne frega.

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Crocifisso in aula, a chi dà fastidio

3 novembre 2009 scritto da Reloj
nella categoria cose serie + italia

A nessuno.
Solo a quegli atei rompipalle che non hanno mai aperto un vangelo in vita loro, ché hanno paura di abbruciarsi le manine, e a qualche converso mussulmano o qualche frichettone pseudobuddista.

Se quel crocefisso fosse sparito in silenzio da un’aula qualsiasi di questo paese nessuno se ne sarebbe accorto. Nessuno gli ha mai dato importanza fino al giorno in cui un fondamentalista qualsiasi non gli ha puntato il dito contro.

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