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Nell’isola di Morte e Vendetta

22 novembre 2010

Non c’è scritto da nessuna parte che nell’isola di Morte e Vendetta la gente non è mai allegra: non c’è scritto, ma è così. Certi vi sembrano allegri ma avete visto male: è proibito essere allegri nell’isola di Morte e Vendetta, non c’è scritto da nessuna parte ma tutti sanno che è così. Se viene qualcuno da fuori all’inizio si riconosce perché si fa scappare un po’ di allegria e si vede nella faccia, perché non è allenato, però se resta, bastano poche ore, capisce d’istinto che è proibito essere allegri, e smette subito.

Nell’isola di Morte e Vendetta la gente fa dei mestieri che più che mestieri sono misteri: li svolgono di notte, nessuno ha paura del buio nell’isola di Morte e Vendetta: nessuno ha paura di morire e tutti hanno un coraggio, ma un coraggio: si potrebbe tagliare a fette, quel coraggio: mangiano solo carni fresche di bestie appena sgozzate: un piatto tipico, per farvi un esempio, è il sangue di capretto cotto nello stomaco della sua stessa madre: ma a loro non fa impressione: loro sono quelli dell’isola di Morte e Vendetta, figurati.

Nell’isola di Morte e Vendetta tutti sono furbi e ironici: e neanche uno ne trovi in giro che non capisca le ironie degli altri: tutti capiscono al volo di cosa si sta parlando, infatti nell’isola di Morte e Vendetta la gente non parla quasi mai, loro si capiscono con gli sguardi: e che sguardi.

La vita nell’isola di Morte e Vendetta è guardata con sprezzo, cos’è questa cosa che hai, la vita, puah!, dicono: anche le mamme, se ne fregano dei propri figli, intente come sono a preparare dolci che chissà cosa c’è dentro e a versare il sangue del capretto nello stomaco della sua stessa madre, e i padri, se ne fregano anche loro, tanto, il destino è sempre in agguato nell’isola di Morte e Vendetta: e quasi tutti muoiono con le scarpe.

Scritto da Reloj il 22 novembre 2010
Contiene ficcion, Isola, Libri, nonsense | Commenta

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