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	<title>el Reloj de arena &#187; ricordi</title>
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		<title>9.11.89</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reloj</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 18 Ottobre è uscito un numero de El País Semanal interamente dedicato alla caduta del muro di Berlino. Non ho letto neanche un articolo: aspettavo che arrivasse oggi, il giorno del ventennale.
Mentre leggo, voi leggetevi quello che ha scritto Urri, che c&#8217;era, su quella notte.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><a href="http://friendfeed-media.com/fbf5d12be57436fa7a3a1f5308f38d8d3f5c9a6f"><img title="91189" src="http://friendfeed-media.com/fbf5d12be57436fa7a3a1f5308f38d8d3f5c9a6f" alt="91189" width="250" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">91189</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il 18 Ottobre è uscito un numero de <em>El País Semanal</em> interamente dedicato alla caduta del muro di Berlino. Non ho letto neanche un articolo: aspettavo che arrivasse oggi, il giorno del ventennale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre leggo, voi leggetevi quello che ha scritto <a href="http://www.webgol.it/2009/11/09/venti-anni-fa-berlino-est-unglaubliche-ereignisse/">Urri</a>, che c&#8217;era, su quella notte.</p>
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		<title>Un giorno a Varsavia #3: In alto</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 14:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reloj</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sinagoga di Varsavia, da fuori, ha proprio l&#8217;aspetto di una sinagoga. Dentro invece sembra più una vecchia casa: all&#8217;ingresso ci sono una scala alla sinistra e una porta a destra, senza nessun corridoio. La scala è per andare al piano di sopra, da dove le donne assistono alla funzione, ed è quella che ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">La sinagoga di Varsavia, da fuori, ha proprio l&#8217;aspetto di una sinagoga. Dentro invece sembra più una vecchia casa: all&#8217;ingresso ci sono una scala alla sinistra e una porta a destra, senza nessun corridoio. La scala è per andare al piano di sopra, da dove le donne assistono alla funzione, ed è quella che ho preso io. In realtà il piano di sopra non è proprio un piano ma una specie di balconata &#8211; credo che si chiami <em>matroneo</em> - attorno alla stanza grande che è al piano terra, dove ci sono i banchi per gli uomini e l&#8217;aron. Appena sono entrata, una ragazza mi ha salutato in spagnolo (sì, in spagnolo, chissà perché) e mi ha chiesto se volessi avvicinarmi a seguire la funzione dal suo libro. Ovviamente, per quanto accorciassi le distanze, dal suo libro non son riuscita a leggere niente.</p>
<p align="JUSTIFY">Son stata un po&#8217; là, per cortesia più che altro, poi mi sono spostata dall&#8217;altra parte del matroneo, in modo da avere di fronte il rabbino che guidava la preghiera e i rotoli della legge. Il rabbino stava in piedi davanti all&#8217;aron, con un bambino affianco; dietro di loro c&#8217;erano dei banchi dove stavano gli uomini. Erano tutti eleganti, in abito, ma tutti indossavano scarpe da ginnastica bianche o nere. Non avevo l&#8217;impressione di essere un intruso perché tutti – una quarantina di persone fra uomini e donne – seguivano la funzione concentrati.</p>
<p align="JUSTIFY">Fra una parte e l&#8217;altra della balconata c&#8217;è uno spazio più ampio dove c&#8217;erano dei pannelli con le fotografie di una mostra sugli ebrei di Otwock, un paesino alla periferia di Varsavia dove tra l&#8217;altro sono capitata un paio di giorni dopo, per caso. Ho fatto un giro fra le foto, poi sono andata alla parte del matroneo opposta all&#8217;entrata, e là ho incontrato quella signora.</p>
<p align="JUSTIFY">(<a href="../2009/08/11/un-giorno-a-varsavia-1-lex-ghetto/">#1</a>) (<a href="http://reloj.altervista.org/wordpress/2009/08/12/un-giorno-a-varsavia-2-la-sinagoga/">#2</a>) <em>(To be continued)</em></p>
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		<title>Un giorno a Varsavia #2: La sinagoga</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 14:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reloj</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so perché, ma quella mattina, un sabato di settembre, a Varsavia faceva caldo, tanto che le finestre della sinagoga erano aperte e anche da fuori si sentiva chiara la cantilena delle preghiere. Mi son seduta sullo stipite di una porta là vicino ad ascoltare e a guardare verso l&#8217;interno attraverso una finestrella stretta. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non so perché, ma quella mattina, un sabato di settembre, a Varsavia faceva caldo, tanto che le finestre della sinagoga erano aperte e anche da fuori si sentiva chiara la cantilena delle preghiere. Mi son seduta sullo stipite di una porta là vicino ad ascoltare e a guardare verso l&#8217;interno attraverso una finestrella stretta. La finestrella dava su una specie di nicchia dove c&#8217;era un signore che pregava a voce alta dondolandosi avanti e indietro, ma le voci che venivano da dentro erano molte, quindi mi sono alzata e ho iniziato a girare attorno all&#8217;edificio per cercare altre prospettive da cui guardare. La sinagoga era circondata da uomini in giacca e cravatta, ma finché non mi hanno fermato e chiesto i documenti non mi era venuto in mente che potessero essere guardie. Ho spiegato nel mio polacco creativo che ero una studentessa di semitica e mi interessava ascoltare un po&#8217;; in realtà, mentre parlavo con la guardia, avevo solo in mente di andare via da lì più in fretta possibile per evitare di dover conoscere il console italiano a Varsavia. Dopo una veloce consultazione, cinque delle guardie si sono avvicinate a me e mi hanno gentilmente invitato a entrare per assistere alla funzione del <em>Yom Kippur</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">(<a href="http://reloj.altervista.org/wordpress/2009/08/11/un-giorno-a-varsavia-1-lex-ghetto/">#1</a>) <em>(To be continued)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un giorno a Varsavia #1: L&#8217;ex ghetto</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 19:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reloj</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella volta che ero a Varsavia (e che mi sono persa) giravo per le strade dell&#8217;ex-ghetto e mi è venuto in mente che volevo vedere la sinagoga, quindi mi sono messa a cercarla. La sinagoga di Varsavia è nuova, come anche gli ebrei di Varsavia sono nuovi, se no non si spiega perché ce ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quella volta che ero a Varsavia (<a href="http://reloj.altervista.org/wordpress/2008/01/31/no-dobrze-czyli-informazioni-e-niente-piu/">e che mi sono persa</a>) giravo per le strade dell&#8217;ex-ghetto e mi è venuto in mente che volevo vedere la sinagoga, quindi mi sono messa a cercarla. La sinagoga di Varsavia è nuova, come anche gli ebrei di Varsavia sono nuovi, se no non si spiega perché ce ne siano tanti. Dopo aver girato per le strade di un quartiere in pieno centro che sembra l&#8217;ultima periferia &#8211; palazzi alti simili a blocchi di cemento con non troppe finestre, piazze di parcheggi &#8211; e di essermi accorta che la via che io cercavo non era affatto l&#8217;unica a finire per <em>-owski,</em> ho intravisto fra un blocco e l&#8217;altro una stella di Davide e un&#8217;insegna con la scritta <em>kaszrut</em>. Mi sono avvicinata all&#8217;unica cosa di ebreo che vedevo, anche se non era una sinagoga: dopo una mattinata a vagare senza meta<em> </em>mi andava bene anche un panino kosher, ché stavo morendo di fame. Ebbene, alla fine niente panino, perché proprio affianco al negozio c&#8217;era la sinagoga.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(To be continued)</em></p>
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		<title>Al ritorno</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 17:35:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[All&#8217;imbarco c&#8217;era un bambino negro che guardava la pista dalle vetrate dell&#8217;aeroporto. Ha iniziato a gridare “There&#8217;s a fight! There&#8217;s a fight!&#8221;, io capivo “There&#8217;s a fire” e sono andata a vedere. Era solo un immigrato clandestino che veniva rimpatriato con la forza, con molta forza. L&#8217;hanno caricato sul nostro aereo, e lui ha gridato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">All&#8217;imbarco c&#8217;era un bambino negro che guardava la pista dalle vetrate dell&#8217;aeroporto. Ha iniziato a gridare “There&#8217;s a fight! There&#8217;s a fight!&#8221;, io capivo “There&#8217;s a fire” e sono andata a vedere. Era solo un immigrato clandestino che veniva rimpatriato con la forza, con molta forza. L&#8217;hanno caricato sul nostro aereo, e lui ha gridato ininterrottamente come fosse una sirena da quando l&#8217;hanno seduto fino a quando non hanno riaperto le porte e l&#8217;hanno fatto scendere.</p>
<p style="text-align: justify;">I commenti dei ragazzini figli di papà sulla situazione non li voglio ripetere. E neanche quelli del venticinquenne molisano che lavorava con noi, imbucato, al quale qualche padrino di terza o quarta categoria ha regalato una vacanza in Inghilterra a spese dei contribuenti.</p>
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		<title>Ely</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 09:48:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La casa di Oliver Cromwell non l&#8217;ho fotografata, era più interessante quello che c&#8217;era affianco.

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La casa di Oliver Cromwell non l&#8217;ho fotografata, era più interessante quello che c&#8217;era affianco.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1442" title="cromwell" src="http://reloj.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/cromwell.JPG" alt="cromwell" width="515" height="686" /></p>
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		<title>Un giorno</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 14:48:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un giorno vi racconto di quando quella signora nella sinagoga di Varsavia.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un giorno vi racconto di quando quella signora nella sinagoga di Varsavia.</p>
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		<title>Sulla cattiveria</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 09:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reloj</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Invece io ieri sono andata a fare colazione al bar e a un certo punto è entrata una signora con un abito tipico di qualche landa africana, con una borsa rosa che sarebbe stata bene al braccio di una ucraina vestita di bianco attillato, solo che questa signora la borsa invece che al braccio ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://eiochemipensavo.diludovico.it/2009/06/30/sullintegrazione/">Invece</a> io ieri sono andata a fare colazione al bar e a un certo punto è entrata una signora con un abito tipico di qualche landa africana, con una borsa rosa che sarebbe stata bene al braccio di una ucraina vestita di bianco attillato, solo che questa signora la borsa invece che al braccio ce l&#8217;aveva comodamente poggiata sulla testa, e camminava zoppicando, per giunta, ma la borsa non le cadeva. Ho pure pensato: vedi questa signora che fa colazione con <span style="font-style: italic;">café con leche y media de mermelada<span style="font-style: italic;"> </span></span>che è tanto integrata che il fatto che vesta con un abito tipico di qualche landa africana non ha nessuna importanza. </p>
<p style="text-align: justify;">Poi si è seduta, e l&#8217;ho guardata in faccia e aveva proprio una faccia da persona cattiva. Solo allora mi son ricordata che prima di entrare nel bar l&#8217;avevo vista sputare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Occhiali con lo scotch revisited</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reloj</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io quand&#8217;ero piccola volevo avere gli occhiali, non è che non ci vedessi, ci vedevo benissimo, solo che avevo questa simpatia per quelli con gli occhiali e per i mancini. Mancino però credevo che era un dono di natura, mica potevo diventare mancina così a comando, quand&#8217;ero piccola ero un po&#8217; determinista, anche se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Io quand&#8217;ero piccola volevo avere gli occhiali, non è che non ci vedessi, ci vedevo benissimo, solo che avevo questa simpatia per quelli con gli occhiali e per i mancini. Mancino però credevo che era un dono di natura, mica potevo diventare mancina così a comando, quand&#8217;ero piccola ero un po&#8217; determinista, anche se non mi pare che lo sapessi. Però almeno gli occhiali potevo averli, perché sono una cosa esterna che uno si applica a sé, non come una mancinità che quella non stavo neanche lì a pensare a chi la applicasse alle persone, con gli occhiali è sempice, li compri, te li metti e quasi automaticamente diventi uno con gli occhiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma tanto insistere che mia mamma mi ha comprato questi occhiali da sole proprio bruttissimi, erano come dei ray-ban finti con la montatura fine e rossa, che lì lì sul momento mi erano pure piaciuti, dall&#8217;ottico. È solo dopo che siamo usciti che mi sono accorta che non era la stessa cosa avere gli occhiali da vista e avere gli occhiali da sole, non provoca la stessa simpatia, anzi direi proprio che gli occhiali da sole provocano una simpatia contraria, tendente all&#8217;antipatia. Ma dall&#8217;ottico io tutto questo non l&#8217;ho pensato, chissà perché. Insomma tutto questo per dire che uno che non ha gli occhiali non può <em>rompere</em> gli occhiali, e questo in sé sarebbe un bene, ma se non li può <em>rompere</em> non li può neppure aggiustare con lo scotch, che quello è proprio il culmine della simpatia.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora cosa fa, fa scoppiare il trasformatore del computer e poi lo aggiusta con lo scotch (e con un bastoncino del magnum).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1326" title="occhiali" src="http://reloj.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/occhiali.JPG" alt="occhiali" width="404" height="302" /></p>
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		<title>Autocompiacimento</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reloj</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una volta avevo scritto una cosa che ora mi piace molto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta avevo scritto <a href="http://reloj.altervista.org/wordpress/2007/12/30/le-illogiche-di-paese-peppino-marotto/">una cosa</a> che ora mi piace molto.</p>
]]></content:encoded>
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