22
Di dio, dello stato, dei padroni
22 giugno 2008
scritto da
Reloj
nella categoria
Autorità

Sì è vero, è un prete: ma è pur sempre di Lula.
Monsignor Sanguinetti è diventato il mio eroe temporaneo. La maggior parte dell’utenza non capirà, ma nell’Isola quasi tutti i preti sono persone normali: non hanno niente di sconveniente. A parte essere preti, ovviamente. Ecco perché Bustianu Sanguinetti si può permettere di fare della sottile ironia nel bel mezzo della celebrazione eucaristica, cioè il punto clù della messa. Non so se mi spiego.
Fila di fedeli per la santa, che dico, santissima comunione.
Arriva il turno di Berlusconi, e lui come sempre deve fare il figo.
“Eccellenza – perché non cambiate le regole per noi separati e ci permettete di fare la comunione?”.
Mi immagino sua eccellenza Bustianu che per una frazione di secondo torna lulese e ha l’istinto di finire a colpi di Sacro Calice il Presidente. E immediatamente, nella sua piena funzione sacramentale, dice:
“Lei che ha potere si rivolga a chi è più in alto di me”.
Questa frase è destinata a entrare nella storia della Chiesa, alla stregua di altre frasi dall’alto contenuto ironico come “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” pronunciato in Israele, “Alzati e cammina” detto a un morto, e “Signore, dov’eri?” pronunciata ad Auschwitz.


22 giugno 2008 @ 16:57
Non ne ho idea…
22 giugno 2008 @ 16:55
effe ma noi ci conosciamo per caso ?
23 giugno 2008 @ 09:10
Secondo me almeno di vista sì, avete in comune la stessa scuola superiore, anche se Reloj l’è più giuovane!
Non avevo capito che la risposta era di messiè Bustianu, bellissima gag davvero.
23 giugno 2008 @ 18:24
Io sono sempre molto più giovane…
23 giugno 2008 @ 18:35
Detto ciò, non lo so, in realtà dal nome non mi ricordo… e neanche vedere i piedi mi aiuta!
25 giugno 2008 @ 15:15
Oh, finalmente qualcuno che mette nella dovuta evidenza l’ironia del prelato. Io gli avrei tributato una standing ovation anche se fosse stato di Badia Polesine, Canicattì o Civitanova Marche.
25 giugno 2008 @ 17:05
Sì, concordo. L’essere di Lula gli aggiunge solo quel qualcosa in più, ma l’essenza, quella rimane intatta.