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Opinioni che non aggiungono e non tolgono #1: su Yoani Sánchez e Gordiano Lupi

13 maggio 2014

Hola, envio tweets desde un movil sin Internet, no puedo leer lo que otros me escriben. Disculpa, cuando logre conectarme leere tu mensaje.

Yoani Sánchez è diventata in questi giorni la madre Teresa di Cuba: nessuno l’aveva mai ammirata, tutti avevano sempre avuto un fondo di dubbio: ma lo scopriamo solo ora, dopo lo sfogo sincero del suo traduttore che ha deciso di tirare la coperta verso di sé. È da un po’ di giorni che Gordiano Lupi scrive in Oblò Cubano sul fatto che Yoani non sia esattamente quello che dice di essere, perché, dice lui, ora che Yoani ha rotto il contratto che aveva con La Stampa, lui è libero di dire quello che pensa.

A questo proposito Carotenuto ha scritto stamattina:

Notizia sarebbe stata se fosse stata La Stampa a rompere il contratto, riconoscendo finalmente in Yoani non un’informatrice credibile, quale è stata fatta passare per anni, ma quel che è: un fenomeno mediatico costruito a tavolino, tanto perfetto da essere incredibile a chiunque avesse una lettura raffinata delle cose. (http://www.minimaetmoralia.it)

La “lettura raffinata delle cose” è una normale lettura critica di tutto quello che succedeva attorno a Y.S.: il blog mai interrotto dal 2009, i premi internazionali, lei che si muove avanti e indietro da Cuba per ritirarli senza il minimo impedimento. Chiunque con un minimo di senno ha capito di cosa si trattasse già dal 2010 o giù di lì, per darci un po’ di tempo.
In ogni caso è strano che l’ultimo a capirlo sia stato proprio il suo traduttore, che era anche un suo collaboratore; non ho potuto evitare di vederci un po’ di malafede, o di prosciutto sugli occhi. Ma mentre io scrivevo queste due righe Lupi ha pubblicato un altro articolo sull’argomento, in cui scrive:

Sono stato uno dei maggiori responsabili della conoscenza di Yoani Sánchez in Italia, ho contribuito a diffondere la sua immagine scrivendo due libri su di lei (gratis!) e firmando decine di articoli sulla sua attività (gratis!). In cambio ho ricevuto l’ingratitudine della blogger e la repressione del governo cubano, che a me e a mia moglie vieta di mettere piede sull’Isola, mentre a Yoani permette di fare la spola tra Miami e la Spagna. Confesso che ho sbagliato. Che altro posso fare?

Niente, in effetti. Ci è cascato come ci son cascati in  molti, alcuni per superficialità e altri per mero interesse, con rendiconto economico o ideologico. Ma almeno è stato il primo a confessarlo senza retorica.

Scritto da Reloj il 13 maggio 2014
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