Lei di cosa si occupa?

06 Maggio 2014

Io mi occupo di povertà, di mestiere, sono povera. D’altronde vengo da una famiglia di poveri, sa, mio padre era povero – docente ordinario di Povertà all’Università di Bristol – e suo padre, mio nonno, era povero fin da ragazzino. Anche mia madre è povera, si occupa di poverismo dalla fine degli anni settanta.

Insomma, io sono cresciuta in questo ambiente molto particolare e certo ciò ha influito nelle mie scelte. Essere povero è un lavoro intenso, sono occupata fin dalle prime ore della giornata: mi sveglio alle sette e mezza e alle otto sono già povera. Non è un lavoro 8-14, anche dopo l’orario di ufficio non si riesce mai a staccare del tutto.

È una disciplina in crescita, non c’è dubbio: sempre più persone si affacciano oggi al mondo della povertà. Mi ricordo quando eravamo in pochissimi, almeno qui, a occuparci di povertà, mentre ora non è raro sentire che qualcuno, di mestiere, sia povero. Io spero che questa tendenza di crescita continui e che i giovani passino dalla precarietà alla povertà, perché la mia decennale esperienza sul campo mi insegna che il mondo ha sempre più bisogno di poveri.

Scritto da Reloj il 06 Maggio 2014
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