Se non ora, quando?

11 Gennaio 2011

Verrà il tempo, non smettiamo di crederlo, in cui questo nauseante e criminale gioco delle tre carte tra potenti che hanno il solo scopo di mantenere intatti i privilegi dei loro sempre diversi e sempre alti incarichi, sarà smascherato dai cittadini in rivolta. Una rivolta democratica, certo, ma una rivolta. Che parta dai giovani, dai terremotati, dai cassintegrati, dai precari di ogni tipo, dalle madri costrette a passeggiare coni figli tra cumuli di immondizia. Verrà il tempo, e non manca molto, in cui tutto questo sarà chiaro: che non bastano nuove alleanze tra vecchie volpi, che non basta cambiare di posto per rifarsi una verginità. Che l’Italia è diventata il posto dove la Fiat ha di suo ormai quasi solo l’insegna al Lingotto e dove nel centro di Bologna un neonato muore di freddo. Che non sia questa la modernità e la buona politica lo diranno presto a milioni, e pazienza se la tv non ne parla. Lo capiranno sulla loro pelle, e hai voglia allora a dire che è moralismo, che è demagogia, che è disfattismo. Quando verrà quel giorno bisognerà avere un po’ di memoria, non tanta ma almeno un po’, e ricordarsi dello spettacolo osceno che hanno dato i servi urlanti, i sottopancia armati di fucile. Mica per altro, giusto per fare l’elenco e dire grazie, no: di voi non abbiamo bisogno.

da Il sindaco peggiore di Concita de Gregorio

Scritto da Reloj il 11 Gennaio 2011
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