su un pezzo di Rai per una notte

27 Marzo 2010

Norma Rangeri, a Rai per una notte, ha fatto un intervento fra lo scontato e il banalotto sull’Italia della televisione:

La grande bomba di Berlusconi è la televisione. Ma in particolare è l’ignoranza che ha diffuso e sedimentato. Io sono andata […] alla manifestazione di piazza San Giovanni e sono rimasta colpita perché vedevo delle facce che già conoscevo, e mi dicevo «Ma dove li ho visti?» Li ho visti da Maria de Filippi, li ho visti la domenica pomeriggio su Canale 5. […] Sono le stesse persone, che non sanno, che non hanno altra fonte di informazione che quei programmi, e che quindi amano un leader perché sono connessi soltanto con un certo tipo di televisione.

E così commenta oggi Matteo Bordone questo intervento:

Se una si occupa di televisione da anni, per un piccolo giornale finanziato dallo stato, che vende poche copie a un pubblico molto schierato e ristretto, come può credere che gli altri siano la periferia? Come fa a pensare che quello non sia, molto banalmente, calcolatrice alla mano, il centro?

Non so come si possa non essere d’accordo. Una grandissima fetta della sinistra – base e vertici – si ostina a voler pensare come Norma Rangeri, e cioè che ci sia «una periferia del paese che non è collegata con l’informazione», come se quella periferia non fosse già da tempo il centro. E come se quella periferia non scegliesse autonomamente di non avere altra fonte di informazione che quei programmi.

Tutte queste cose le sappiamo già: magari è arrivato il momento di chiederci come ci siamo arrivati, com’è che è sparito lo spirito critico, quando è cambiato l’ordine di importanza delle cose. E magari, se non è troppo chiedere, cercare anche di metterci una pezza.

Scritto da Reloj il 27 Marzo 2010
Contiene cose serie, italia | Commenta

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