Dalla prima lettera di Nicoletta Soffiati al Cardinal Martini

25 Ottobre 2009

Eminenza, argomento molto delicato… musulmani e cristiani! Immagino che lei, come il Santo Padre, abbiate letto il Corano almeno una volta. Conoscendone voi il contenuto, ne conoscete anche la pericolosità. Perché allora continuiamo a permettere di costruire moschee? Di predicare in arabo? Lei è a conoscenza che in Egitto ed in altri Paesi arabi non è permesso suonare le campane delle chiese? Ce lo proibiranno anche qui, come hanno chiesto di togliere i crocifissi dalle scuole… Siamo in pericolo e la Chiesa non fa nulla… Dove sta andando la cristianità? Sta cadendo in un inferno che si chiama Islam.

Nicoletta Soffiati – Milano (corsivo mio)

Cinque motivi per non temere l’Islam.

Cara signora Nicoletta Soffiati, da quello che dice immagino che lei  invece non abbia mai letto né il Corano né la Bibbia, non conosca il contenunto né dell’uno né dell’altro, e non si renda perciò conto di come il grado di pericolosità dell’uno e dell’altra sia esattamente uguale.

E poi, Signora Nicoletta Soffiati, stia attenta, perché se nel Giorno della Resurrezione – o del Giudizio come lei chiamar lo voglia – invece di ritrovarsi con tutti i risorti in uno stanzone al cospetto di un signore biancobarbuto intento a separare capre e cavoli si ritrovasse in una fila lunghissima a camminare su uno strettissimo ponte con sotto le fiamme dell’inferno, dovrà stare ben attenta a non scivolare giù da quel ponte. E stia anche attenta ora, in questa vita, a pesare per benino le sue parole e le sue azioni: la bilancia escatologica, se c’è, è sensibilissima.

Scritto da Reloj il 25 Ottobre 2009
Contiene Autorità, Senza parole | Commenta

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