Nowoczesna

03 Novembre 2008

Trovo la locandina del Caffé “Nowoczesna”, a Varsavia, in via Nowolipki – che dal ’39 era una strada del ghetto. È il programma per il febbraio del 1941.

Il solista al piano è Władisław Szpilman, che scriverà:

“Al Nowoczesna nessuno badava alla mia musica. Più forte suonavo più gli avventori occupati a bere e a mangiare alzavano il tono della voce e ogni giorno tra me e il mio pubblico si ingaggiava una gara per vedere chi riuscisse a sopraffare l’altro. Una volta un cliente mi fece perfino chiedere da un cameriere che smettessi di suonare per qualche minuto, perché la musica gli impediva di assicurarsi dell’autenticità dei venti dollari d’oro appena acquistati da un compare”

(Władisław Szpilman, Il pianista).

E guarda un po’, si va a cercare Szpilman e lo si trova a condividere una locandina con un certo Salvatore Kuszes, znakomity bariton, dell’Opera “Teatro Lirico” di Milano. Chissà come ci sarà finito, Salvatore (che nome poco giudeo, Salvatore) dal Teatro Lirico a un caffé del ghetto di Varsavia. Chissà chi era, Salvatore, in quale conservatorio ha studiato musica, tanto da diventare un celebre baritono. Chissà come si scriveva il suo cognome in Italia. Chissà com’è arrivato a Milano, chissà se era di Milano. Chissà cosa capiva di Polacco.

Secondo me, niente. Io quando sono capitata là non capivo niente.

Scritto da Reloj il 03 Novembre 2008
Contiene commemorazioni, Polonia | Commenta

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