Sulla lingua demotica greca

16 ottobre 2008

Ci sono un francese, un italiano, un sardo e un inglese. Sì, va bene, ma vi siete mai chiesti come facciano costoro a compartire una barzelletta pur parlando lingue diverse? Per i primi tre è facile a dirsi: ognuno parla la propria, e gli altri intuiscono, se non addirittura capiscono quello che sta dicendo, grazie alla globalizzazione ante litteram operata dagli Augusti Cesari. Non fossimo un paese profondamente razzista, e se non avessimo paura che l’orologio non arrivi mai alla base dell’edificio, ci sarebbe anche un rumeno in quella barzelletta: anche in quel caso tutti si capirebbero alla perfezione. In Scandinavia la stessa barzelletta inizia così: ci sono uno svedese, un norvegese e un danese. Nell’est europeo – c’è chi dice in Europa centrale – comincia con un russo, un polacco, un ceco e un ucraino. Lo stesso principio applicato a varie realtà geopolitiche.

Ma c’è qualcosa di profondamente ingiusto in questo principio, come ben sanno gli spettatori dell’Eurovisione. Il Bramieri non ha tenuto in conto che per un greco è impossibile raccontare questa barzelletta nel proprio idioma.

Come dovrebbe cominciare? Ci sono un greco, un turco e… No, no, no. Un greco, un albanese e…? No, no, no. Un greco, un macedone e… No, no, no.

Non c’è verso.

Il greco è costretto a rinchiudersi nei confini nazionali, e le barzellette che iniziano con ci sono un ateniese e uno spartano finiscono sempre in un bagno di sangue e non fanno per niente ridere. Perché nessuna lingua è come il greco demotico moderno. Non si assomiglia a niente, suona a spagnolo ma non ha niente in comune con le lingue ibere; chi lo ascolta non sa dire che lingua sia, nessuno lo parla più, non si studia, non serve a niente. Eppure è una delle lingue più musicali che esistano. Leggere poesia in greco demotico è una gioia per l’udito, anche se non si capisce assolutamente niente di quello che dice. Basterebbe ascoltare tutto il giorno la radio greca per essere delle persone più felici. Il greco demotico è la più bella invenzione dell’evoluzione linguistica. Il greco demotico, l’ha progettato Dio in persona. Per ottenere il greco demotico, Dio ha inventato tutto l’universo. Il greco demotico è la lingua che Dio ha scelto per sé. Il greco demotico è il non plus ultra delle lingue. Diciamolo, l’italiano non è degno di allacciargli i sandali. Una ricchezza lessicale che viene da secoli di democratico confronto e di conservazione, una ricchezza fonetica che neanche Albano Carrisi.

Per questo motivo lo studio, il polacco.

Scritto da Reloj il 16 ottobre 2008
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Un Commeno

  1. Meravigliosa disquisizione!!!

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