Di dio, dello stato, dei padroni

22 Giugno 2008

Sì è vero, è un prete: ma è pur sempre di Lula.

Monsignor Sanguinetti è diventato il mio eroe temporaneo. La maggior parte dell’utenza non capirà, ma nell’Isola quasi tutti i preti sono persone normali: non hanno niente di sconveniente. A parte essere preti, ovviamente. Ecco perché Bustianu Sanguinetti si può permettere di fare della sottile ironia nel bel mezzo della celebrazione eucaristica, cioè il punto clù della messa. Non so se mi spiego.

Fila di fedeli per la santa, che dico, santissima comunione.
Arriva il turno di Berlusconi, e lui come sempre deve fare il figo.
“Eccellenza – perché non cambiate le regole per noi separati e ci permettete di fare la comunione?”.
Mi immagino sua eccellenza Bustianu che per una frazione di secondo torna lulese e ha l’istinto di finire a colpi di Sacro Calice il Presidente. E immediatamente, nella sua piena funzione sacramentale, dice:
“Lei che ha potere si rivolga a chi è più in alto di me”.

Questa frase è destinata a entrare nella storia della Chiesa, alla stregua di altre frasi dall’alto contenuto ironico come “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” pronunciato in Israele, “Alzati e cammina” detto a un morto, e “Signore, dov’eri?” pronunciata ad Auschwitz.

Scritto da Reloj il 22 Giugno 2008
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