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02 Febbraio 2008

Una volta ho pensato Varsavia come quel punto del piano infinito dove i binari paralleli si intersecano, e sotto il quale si snodano cunicoli e strade sotterranee vecchie e nuove. Un’altra volta ho pensato Varsavia come la nuova Fenice, rinata dalle sue stesse ceneri. Ora penso un posto della memoria, un tradimento delle aspettative, qualcosa che è esattamente com’è stato, ma diverso. Varsavia non può esistere. O meglio, esiste fino a che esiste la memoria. Ma le memorie piano piano diminuiscono e muoiono, e quando saranno tutte scomparse Varsavia non esisterà. Come fosse il presente, ieri non c’era, oggi c’è ma per poco, e domani non ci sarà.

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Una vez pensé Varsovia como ese punto del plan infinito en el cual los raíles paralelos se intersecan y debajo del cual se desarrollan galerías y calles subterráneas viejas y nuevas. Otra vez pensé Varsovia como el nuevo ave fénix, renacido de sus cenizas. Ahora pienso un sitio de la memoria, una traición de expectativas, algo que es exactamente como fue, pero distinto. Varsovia no puede existir. O sea, existe hasta que la memoria existe. Pero las memorias poco a poco desminuyen y mueren, y cuando todas desaparezcan, Varsovia ya no existirá. Como si fuera el presente, ayer no estaba, hoy está pero dura poco, y mañana ya no estará.

Scritto da Reloj il 02 Febbraio 2008
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